Magico e terapeutico
Serie di amuleti, corallo, argento, madrepera. Regioni varie inizi XXNegli studi antropologici la magia è stata considerata una forma di pensiero sociale e di azione specifica di una mentalità finitiva e prelogica, contrapposta alla razionalità del pensiero nelle società complesse occidentali e industrializzate.
I fenomeni magici emergenti nel mondo contemporaneo sono molto diversi dalla magia nel mondo contadino e tradizionale che viene documentata dagli oggetti del Museo. L’uso della magia nelle tradizioni popolari si verifica in una complessa rete di rapporti sociali in comunità, che condividono l’uso e il costume di credere nella potenza dell’efficacia magica.
Gli studi di Ernesto de Martino sul mondo magico hanno messo in luce la dignità del pensiero magico, come risposta specifica sul piano simbolico ad una condizione di vita difficile e precaria nel mondo soprattutto meridionale, ma non solo, e alle situazioni critiche dell’esistenza.
Nella cultura tradizionale la magia permeava vari aspetti della vita sia nel quotidiano, che nel festivo. Il rito magico è l’espressione di un mondo che fonda i suoi modelli di pensiero sulla credenza che l’azione magica abbia una efficacia o meglio, una “efficacia simbolica”.
L’elemento magico interviene, perciò, nella cultura contadina e tradizionale in ogni momento e in ogni sfera delle attività umane. Il contadino ad esempio compie riti magici per favorire e propiziare il raccolto; gli animali vengono protetti con amuleti o immagini sacre per mantenerli in buona salute e, di conseguenza, utili; la stessa abitazione viene protetta contro il malocchio e gli spiriti maligni da maschere apotropaiche, come in Calabria o in Sicilia, o dalle immagini della Madonna o dei santi della religione cattolica.
La magia nel mondo tradizionale accompagnava il tempo e il vivere delle persone ed era agita da individui a cui era attribuita dall’intera comunità una capacità in grado di trasmettere la conoscenza di formule e rimedi magici. L’uso di una vasta varietà di amuleti con funzioni specifiche di protezione da determinate malattie o da eventi negativi era molto diffuso giacché nella credenza nella magia si esprimeva, come tuttora avviene in molti casi, un bisogno psicologico e culturale di sicurezza.
Al giorno d’oggi la magia e il ricorso a maghi e guaritori sta assumendo aspetti di massa. Sempre meno la magia si esercita nel “luogo” protetto della cultura contadina, per diffondersi in luoghi e tempi generalizzati e non più specifici.
