Laboratorio di restauro
Si tratta comunque di oggetti che sebbene oggi affidati a un Museo hanno, a suo tempo, in buona parte, assolto a funzioni d’uso (abbigliamento, utensili, dolci, vasellame, strumenti di lavoro, immagini devozionali, mezzi di trasporto) sicché possono presentare segni di deperimento che fanno parte della stessa storia e che dobbiamo così distinguere dalle alterazioni chimico-fisiche naturali, invece evitabili o comunque controllabili. Il volume di interventi che ogni anno il settore restauro appronta è notevole: si sta nell’ordine del centinaio di documenti etnografici interessati, nell’arco dei dodici mesi, ad una azione conservativa, in taluni casi minimale (rimozione delle polveri, disinfestazione, consolidamento della struttura), in altri più ampia nel senso che, pur adottando per ciascun oggetto le dovute modalità di intervento, si giunge anche al recupero della componente estetica dell’oggetto. I progetti esecutivi messi in atto rispettano le norme e i principi dell’azione di restauro applicati nei musei nelle soprintendenze nazionali con particolare attenzione, nel nostro caso, al dato antropologico che gli oggetti qui raccolti presentano: quel fattore umano che caratterizza l’opera di “cultura materiale” e che, diversamente da quella di interesse storico-artistico, risponde ad esigenze primarie e contingenti, a procedimenti domestici e tradizionali.
Dal passaggio dell’uso dei due termini, “rammendo” e “restauro”, si ha la misura del cambiamento di comportamento avvenuto agli inizi degli anni cinquanta nella prassi conservativa adottata in questo Istituto: dall’indicazione di un termine specifico e riferito già a una soluzione (l’atto del rammendare), si passa all’indicazione di un procedimento tecnico che lascia spazio a un progetto di intervento e di integrazione (restaurare secondo varie modalità): ha inizio cioè il metodo di una valutazione storicizzata della soluzione cui si deve tener conto anche, nel caso specifico, di un taglio o della consunzione di una stoffa. L’azione tecnica del nostro Laboratorio punta quindi a interventi minimi ma determinati, capaci di risolvere i guasti materiali di un oggetto etnografico lasciando spazio all’inventiva risolutiva dell’operatore che otterrà maggior risultato quanto più lascerà inalterata, nell’oggetto, la capacità di manifestare la propria natura di documento.
Responsabile: Francesco Floccia
Archivi e laboratori
